SANITA' IN STATO DI AGITAZIONE

Print Friendly
Pubblichiamo il Comunicato dell’Intersindacale 
ANAAO ASSOMED – CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FVM – FASSID – CISL MEDICI – FESMED 
– ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL FEDERAZIONE MEDICI – SDS SNABI – AUPI – FP CGIL SPTA -
SINAFO – FEDIR SANITA’ – SIDIRSS – FIMMG – SUMAI – SNAMI – INTESA SINDACALE – SMI – FIMP – CIMOP 
– UGL MEDICI – FEDERSPECIALIZZANDI
SANITA’ IN STATO DI AGITAZIONE 
30 gennaio 2012
Le organizzazioni sindacali, preoccupate per la fase recessiva  del Paese e  della Sanità, oggetto di  un 
definanziamento che ne mina la sostenibilità in tutte le Regioni, dando voce alla insoddisfazione e malessere 
di medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi dipendenti e convenzionati con 
il Servizio Sanitario nazionale e della ospedalità privata, DENUNCIANO il peggioramento delle condizioni di 
lavoro, sempre più gravose e rischiose, la ricorrente invadenza legislativa che rischia di limitare la autonomia 
professionale, l’attacco alle casse previdenziali, l’assenza di volontà di separare politica e carriere 
professionali.
Le Organizzazioni sindacali chiedono provvedimenti che:
- migliorino le condizioni di lavoro, intervenendo sul blocco del turnover, sul rispetto dell’orario di lavoro e 
dei periodi di riposo, sull’obbligo di sostituzione delle assenze per gravidanza;
- impediscano il continuo ricorso ai contratti atipici, stabilizzando gli attuali precari;
- recuperino le prerogative contrattuali a livello aziendale;
- garantiscano il diritto alla libera professione, con le modalità di cui all’Accordo Stato-Regioni del 2010;
- restituiscano certezza al sistema di valutazione professionale, destabilizzato dalle manovre economiche.
E’ urgente anche un atto legislativo che, a partire dalla definizione dell’atto medico, intervenga in tema di 
responsabilità professionale di fronte al crescere del contenzioso, alimentato da comportamenti 
opportunistici, da carenze organizzative e strutturali, da incaute norme legislative.
Le manovre economiche 2010-2011 hanno fatto cassa con le buste paga dei soliti noti ed il decreto salvaItalia ha  elevato di  sei anni l’asticella dell’età di quiescenza senza tenere conto delle caratteristiche del 
lavoro sanitario, in alcuni settori particolarmente usurante.  Penalizzazioni non previste nei confronti del 
lavoro privato.
La crisi del sistema sanitario rende non più rinviabile un nuovo Patto sociale con i professionisti senza il 
quale anche il nuovo patto per la Salute finirà con il tradursi in un puro “regolamento di conti”, costringendo il 
sistema a rincorrere le varie manovre economiche con grave danno per i cittadini e senza speranza di 
continuare a garantire equità e universalismo.
Le organizzazioni sindacali di categoria tornano a chiedere ascolto a Governo e Regioni pronte a dichiarare 
lo stato di agitazione per avere risposte a legittime e reiterate richieste e continuare ad assicurare ai cittadini
la qualità dei servizi sanitari.

– 
Pina Onotri